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Puzzle Catania - Cultura

Le unità di misura

Tra le cose che mi hanno maggiormente incuriosito dall'infanzia, prevale l'uso delle unità di misura a Catania. Iniziamo dal 'quattruni' che corrisponde a 200 grammi. In effetti, mi fece notare il Comm. Farina nel 1969, la parola deriva da 'quartarone' e pertanto dovrebbe intendere 250 grammi, ma... se il 'quartarone' viene dedotto dal 'rotolo' che equivale a 800 grammi... i conti tornano! Mi resta ancora il dubbio su una strana misura di capacità: 'u tezzu' (il terzo). Spesso notavo gli avventori della 'putìa' (osteria) chiedere un terzo di vino e il 'putiaro' versarne 200 ml..! Ed infatti, il mezzo terzo era 100 ml. Tutt'ora mi chiedo, da dove derivi tale frazione, ovvero se esisteva una misura corrispondente a 600 ml (3/3)..! Per non parlare del 'cafiso' (d'olio), comunemente inteso come 16 Kg. e 200 grammi, ma che varia in base alla zona. Sveliamo ora il mistero delle misure di superficie 'samma' e 'tummunu' (salma e tumulo). Dai dati raccolti, risulta che una salma convenzionale equivale a 16 tumuli da 2.240 mq, ma... esistono altri tipi di tumulo:
dell'Etna = 1.120 mq circa
di Mascali = 3.360 mq circa

Il costo della vita a Catania nel 1964

Nel 1964 circa, a Catania, un chilo di pane costava 135 lire; un 'ovu 'cco bullu' (uovo con il bollo), 35 lire; un grammo d'oro lo si pagava 950-1.000 lire ed un chilo di carne da fettine costava 1.650 lire.

Un foglio protocollo, 5 lire; una tavolozza di acquarelli da battaglia, 70 lire; 12 colori a tempera, 1.500 lire; una bustina di figurine, 10 e/o 20 lire; un biglietto dell'autobus, 35 lire; una striscia di Blek o Capitan Miki, 30 lire; Sogno o Grand Hotel, 50 lire; un quotidiano, 50 lire; una Pepsi Cola da 33 cl, 50 lire; un cinema di prima visione, 350-400 lire; 6 spugne per lavare i piatti, 100 lire; un litro d'olio, 550-700 lire; una chewing-gum Las Vegas, 10 lire; una scatola di Idrolitina e similari, 90-110 lire; una dose per fare un litro di aranciata, 30 lire. Le sigarette si vendevano anche sfuse e le 'Nazionali Esportazione' si pagavano 10 lire l'una + 5 di supplemento totale (es. 1 = 15 lire, 2 = 25 lire, ecc.).

Si comprava sfusa la salsina (concentrato di pomodoro), la crema (tipo nutella), l'alcool denaturato, la pasta, lo zucchero. Si andava dalla 'miccera' (da merce, merceria) che aveva 'a sassula' (attrezzo per prendere la roba sfusa) e quasi sempre si pagava a fine mese o settimana. Don Peppino, utilizzava dei foglietti volanti (che non smarriva mai, azz!), per appuntarvi le 'zazze' (crediti)..! Immaginate oggi... agli Ipermercati! Tutto si comprava senza sprechi. 'Du unzi di sassina' (50 g. di concentrato), 'nquattruni di ogghiu' (200 g. d'olio), 'menzu rotulu di tagghiateddu' (400 g. di ditali), facevano parte della routine quotidiana di un bottegaio.

Non sempre si sa dove andare

Capita spesso a Catania di sentire indicare posti o zone ben definibili, con etichette tramandate da generazioni. Ma non tutti ne conoscono il riferimento o l'ubicazione. Eccone solo alcune:

Chianu 'e malati - Piazza Bovio Chianu 'e l'ovvi - Piazza Sciuti Imperiali - Incrocio via Plebiscito, via Lago di Nicito 'E chianchi - Incrocio via Plebiscito, via Garibaldi A Saddu - Incrocio via Plebiscito, via Vittorio Emanuele A vaddia di Cifuli - Incrocio via Stazzone, via Maratona S.Giuvannuzzu - Incrocio via Plebiscito, via Grassi Via Uttanta Pammi - Via della Concordia 'O crucifissu Bonamotti - Piazza Cappellini

DEDICATA A MIO NONNO

Come posso dimenticarti? Sei stato esempio di vita, per tenacia e meticolosità. Seguivo estasiato ogni tua azione per farne modello. Il modo in cui aspiravi la sigaretta, il modo con cui trattavi con la clientela, il modo di fare la spesa. Nessuno spicchiava le masculinePuliva le alici come te. Un rito imperdibile per noi nipoti e che ho avuto il privilegio di gustare per primo, essendo il primo nipote. Eri una locomotiva. Macinavi chilometri su chilometri con quel passo veloce, inistancabile.

Tutti i giorni alla Pescheria, dove tutti ossequiavano Don NedduDon Placido. L'immancabile assaggio di corumi squarataTrippa bollita alla quararaCalderone e poi alla putiaOsteria per il consueto terzo di rosso. Per me, mezzo terzo, in quanto avevo appena sette anni. Ogni giorno pesce, spesso a pranzo e a cena, preferibilmente fritto.

Si pranzava quando al Nord era ora di cena..! Ma che soddisfazione. Ti rubavo sempre la pasta dal piatto. La trovavo più gustosa perchè vedevo la tua soddisfazione nel trafiggere i maccheroni con la tua immancabile bruccettaForchetta, ricordo del tuo servizio militare e che non avresti scambiato nemmeno con una posata d'oro. Non ti ho mai visto finire un piatto. Mangiavi con gusto, ma sempre quanto un uccellino. Ed eri sempre in forma.

Ho apprezzato in te il modo di adeguarti alla nostra crescita. Ci trattavi da grandi all'età idonea.
E questo tuo senso di rispetto l'ho custodito e ricambiato il più possibile. La domenica pomeriggio, sapevo che andavi dagli amici a giocare a tressette. Ed io passavo con la macchina per andare dai miei amici, ma prima salivo a prendere il caffè da voi nonni, per poi accompagnarti dai tuoi amici. Che soddisfazione. Mi ringraziavi come se avessi fatto qualcosa di innaturale. Invece eri il mio dolce nonno e ti dovevo tanto.

Come potevo dimenticare quando la notte mi svegliavo e volevo il latte caldo e, se non ce n'era ti alzavi e lo andavi a procurare al bar notturno? No, non posso dimenticare. E rivedo quella cartata di nicchi nacchiInvolto di frollini fantasia che compravi da Marino e mi porgevi con un sorriso, in cambio di un bacio sulla tua guancia sempre profumata e rasata di fresco.

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